Scheda di Sicurezza | Supermanosan Gel

Scheda di sicurezza del 29/4/2020, versione 1


SEZIONE 1: identificazione della sostanza/miscela e della società/impresa

1.1.  Identificatore del prodotto

Identificazione della miscela

Nome commerciale: SUPERMANOSAN GEL

Presidio Medico Chirurgico Reg. n. 20656 del Ministero della Salute

1.2. Usi identificati pertinenti della sostanza o della miscela e usi sconsigliati

Usi identificati: Disinfezione mani

Usi sconsigliati: Qualsiasi utilizzo differente rispetto agli usi identificati.

1.3. Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza:

NOME DEL FORNITORE DELLA SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA:

Wave Chemical Solutions s.r.l.
V.le Volta, 41 – 20090 Cusago (MI) ITALY
tel. +39 02 90 338 1 fax +39 02 90338 251

Persona competente responsabile della scheda di dati di sicurezza:

info@wavechemicalsolutions.com

1.4. Numero telefonico di emergenza
CAV “Osp. Pediatrico Bambino Gesù” – Roma – Tel. 06 68593726
Az. Osp. Univ. Foggia – Foggia – Tel. 0881 732326
Az. Osp. “A. Cardarelli” – Napoli – Tel. 081 7472870
CAV Policlinico “Umberto I” – Roma – Tel. 06 49978000
CAV Policlinico “A. Gemelli” – Roma – Tel. 06 3054343
Az. Osp. “Careggi” U.O. Tossicologia Medica – Firenze – Tel. 055 7947819

CAV Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Pavia – Tel. 0382 24444

Ospedale Niguarda Cà Granda – Milano – Tel. 02 66101029
Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXII – Bergamo – Tel. 800883300

Lecce Ospedale V. Fazzi 0832-661374
Torino Molinette 011-6337637
CAV Osp. Maggiore – Unità operativa di Tossicologia – Bologna – Tel. 051/6478955

Centro Antiveleno – Università di Torino – Tel. 011/6337637
Genova Ospedale S. Martino 010-352808
Pordenone Osp. S.M. degli Angeli 0434-399698
La Spezia Ospedale S. Andrea 0187-533296-7
Chieti Ospedale SS Annunziata 087- 551219
Catania Ospedale Garibaldi 095-7594032
Cesena Ospedale M. Bufalini 0547-352612
Centro Antiveleni – Istituto per l’Infanzia – Trieste – Tel. 040/3785373


SEZIONE 2: identificazione dei pericoli

2.1. Classificazione della sostanza o della miscela

Criteri Regolamento CE 1272/2008 (CLP):

•Pericolo, Flam. Liq. 2, Liquido e vapori facilmente infiammabili.

•Attenzione, Eye Irrit. 2, Provoca grave irritazione oculare.

Effetti fisico-chimici dannosi alla salute umana e all’ambiente:

Nessun altro pericolo

2.2. Elementi dell’etichetta

Pittogrammi di pericolo:

Pericolo Indicazioni di Pericolo:

H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili.

H319 Provoca grave irritazione oculare. Consigli Di Prudenza:

P101 In caso di consultazione di un medico, tenere a disposizione il contenitore o l’etichetta del prodotto.
P102 Tenere fuori dalla portata dei bambini.
P210 Tenere lontano da fonti di calore, superfici riscaldate, scintille, fiamme e altre fonti di innesco. Vietato fumare.

P280 Proteggere gli occhi.
P305+P351+P338 IN CASO DI CONTATTO CON GLI OCCHI: sciacquare accuratamente per parecchi minuti. Togliere le eventuali lenti a contatto se è agevole farlo. Continuare a sciacquare.
P337+P313 Se l’irritazione degli occhi persiste, consultare un medico.
P501 Smaltire il contenuto/recipiente in conformità alla regolamentazione locale.

Disposizioni speciali:

Nessuna

Disposizioni speciali in base all’Allegato XVII del REACH e successivi adeguamenti: Voce n.3

2.3. Altri pericoli

Sostanze vPvB: Nessuna – Sostanze PBT: Nessuna

Altri pericoli:
I vapori possono formare miscele esplosive con l’aria


SEZIONE 3: composizione/informazioni sugli ingredienti

3.1. Sostanze

N.A.

3.2. Miscele
Componenti pericolosi ai sensi del Regolamento CLP e relativa classificazione:

QtàNomeNumero d’identif.Classificazione
>= 70% –
< 80%
etanoloNumero 603-002-00-5
Index:
CAS: 64-17-5
EC: 200-578-6

Nr. Reg. esente
REACH: (principio attivo biocida)

2.6/2 Flam. Liq. 2 H225

3.3/2 Eye Irrit. 2 H319

SEZIONE 4: misure di primo soccorso

4.1. Descrizione delle misure di primo soccorso

In caso di contatto con la pelle:

Togliere gli indumenti contaminati. Lavare abbondantemente con acqua e sapone. In caso di

irritazione o eruzione della pelle, consultare un medico.

In caso di contatto con gli occhi:
In caso di contatto con gli occhi risciacquarli con acqua per un intervallo di tempo adeguato e tenendo aperte le palpebre, quindi consultare immediatamente un oftalmologo.
Proteggere l’occhio illeso.

In caso di ingestione:
Non provocare assolutamente vomito. RICORRERE IMMEDIATAMENTE A VISITA MEDICA.

In caso di inalazione:
Portare l’infortunato all’aria aperta e tenerlo al caldo e a riposo.

  1. 4.2.  Principali sintomi ed effetti, sia acuti che ritardati
    Contatto con gli occhi: Il contatto con gli occhi causa arrossamento, con sensazione di bruciore. Contatto con la pelle: Il contatto cutaneo ripetuto e prolungato potrebbe causare irritazione nei soggetti sensibili.
    Ingestione: L’ingestione potrebbe causare irritazione delle mucose gastrointestinali, con nausea, vomito.
    Inalazione: L’inalazione del prodotto potrebbe causare irritazione alle vie respiratorie.
    Sintomi ed effetti ritardati: Non sono noti sintomi ed effetti ritardati
  2. 4.3.  Indicazione dell’eventuale necessità di consultare immediatamente un medico e di trattamenti speciali In caso d’incidente o malessere consultare immediatamente un medico (se possibile mostrare le istruzioni per l’uso o la scheda di sicurezza).
    Trattamento sintomatico

SEZIONE 5: misure antincendio

5.1. Mezzi di estinzione
Mezzi di estinzione idonei:
CO2 od Estintore a polvere.
Mezzi di estinzione che non devono essere utilizzati per ragioni di sicurezza:

Nessuno in particolare.

5.2. Pericoli speciali derivanti dalla sostanza o dalla miscela
Non inalare i gas prodotti dall’esplosione e dalla combustione.

In caso di incendio, possono essere liberati ossidi di carbonio.

5.3. Raccomandazioni per gli addetti all’estinzione degli incendi
Impiegare apparecchiature respiratorie adeguate.
Raccogliere separatamente l’acqua contaminata utilizzata per estinguere l’incendio. Non scaricarla nella rete fognaria.
Se fattibile sotto il profilo della sicurezza, spostare dall’area di immediato pericolo i contenitori non danneggiati.


SEZIONE 6: misure in caso di rilascio accidentale

6.1. Precauzioni personali, dispositivi di protezione e procedure in caso di emergenza
Per chi non interviene direttamente:
Rimuovere ogni sorgente di accensione e di calore. In caso di incendio e/o esplosioni evitare di respirare fumi e vapori. Consultare le misure protettive esposte al punto 7 e 8. Indossare i dispositivi di protezione individuale. (vedi sezione 8)
Per chi interviene direttamente:
Rimuovere ogni sorgente di accensione e di calore. In caso di incendio e/o esplosioni evitare di respirare fumi e vapori. Spostare le persone in luogo sicuro. Consultare le misure protettive esposte al punto 7 e 8. Indossare i dispositivi di protezione individuale.(vedi sezione 8)

6.2. Precauzioni ambientali
Impedire la penetrazione nel suolo/sottosuolo. Impedire il deflusso nelle acque superficiali o nella rete fognaria.
Trattenere l’acqua di lavaggio contaminata ed eliminarla.
In caso di fuga di gas o penetrazione in corsi d’acqua, suolo o sistema fognario informare le autorità responsabili.

Materiale idoneo alla raccolta: materiale assorbente, organico, sabbia

6.3. Metodi e materiali per il contenimento e per la bonifica

Lavare con abbondante acqua.

6.4. Riferimento ad altre sezioni

Vedi anche paragrafo 8 e 13


SEZIONE 7: manipolazione e immagazzinamento

7.1. Precauzioni per la manipolazione sicura
Evitare il contatto con la pelle e gli occhi, l’inalazione di vapori e nebbie.
Non utilizzare contenitori vuoti prima che siano stati puliti.
Prima delle operazioni di trasferimento assicurarsi che nei contenitori non vi siano materiali incompatibili residui.
Gli indumenti contaminati devono essere sostituiti prima di accedere alle aree da pranzo. Durante il lavoro non mangiare né bere.
Si rimanda anche al paragrafo 8 per i dispositivi di protezione raccomandati.

7.2. Condizioni per lo stoccaggio sicuro, comprese eventuali incompatibilità
Tenere lontano da fiamme libere, scintille e sorgenti di calore. Evitare l’esposizione diretta al sole. Tenere lontano da cibi, bevande e mangimi.
Materie incompatibili: Si veda il successivo paragrafo 10.
Indicazione per i locali:
Freschi ed adeguatamente areati.
Lo stoccaggio del prodotto è suscettibile di applicazione della Direttiva 2012/18/UE (SEVESO III) in quanto liquido infiammabile.

7.3. Usi finali particolari

Nessun uso particolare


SEZIONE 8: controllo dell’esposizione/protezione individuale

8.1. Parametri di controllo

Etanolo ACGIH (2019): TWA (8 ore) = 1884 mg/m3; = 1000 ppm

Valori limite di esposizione DNE

Non disponibile

Valori limite di esposizione PNEC

Non disponibile

8.2. Controlli dell’esposizione

Protezione degli occhi:

Non necessaria per l’utilizzo normale. Si raccomanda comunque di evitare situazioni in cui si possano generare spruzzi.

Protezione della pelle:

Non necessaria per l’utilizzo normale.

Protezione delle mani:

Non necessaria per l’utilizzo normale.

Protezione respiratoria:

Non necessaria per l’utilizzo normale.

Rischi termici:

Nessuno
Controlli dell’esposizione ambientale:

Nessuno

Controlli tecnici idonei:

Nessuno


SEZIONE 9: proprietà fisiche e chimiche

9.1. Informazioni sulle proprietà fisiche e chimiche fondamentali

ProprietàValoreMetodo:Note:
Aspetto e colore:liquido viscoso incolore
Odore:leggermente alcolico
Soglia di odore:non determinata in quanto
non considerata rilevante
per la caratterizzazione
del prodotto
pH:Ca. 6,5
Punto di
fusione/congelamento:
-114 °C (1013 hPa)dato riferito all’etanolo
Punto di ebollizione iniziale
e intervallo di ebollizione:
>35°C
Punto di infiammabilità:<23°C
Velocità di evaporazione:non determinata in quanto
non considerata rilevante
per la caratterizzazione
del prodotto
Infiammabilità solidi/gas:N.A.liquido
Limite superiore/inferiore
d’infiammabilità o
esplosione:
sup.: 13.5% ; inf.: 2.5%dato riferito all’etanolo
Pressione di vapore:5726 Pa (20 °C)dato riferito all’etanolo
Densità dei vapori:1.6dato riferito all’etanolo
Densità relativa:Ca. 0,880 g\mL
Idrosolubilità:completamente miscibile
con l’acqua
Solubilità in olio:non determinata in quanto
non considerata rilevante
per la caratterizzazione
del prodotto
Coefficiente di ripartizione
(n-ottanolo/acqua):
N.A.miscela
Temperatura di
autoaccensione:
363 °C (1013 hPa)dato riferito all’etanolo
Temperatura di
decomposizione:
non determinata in quanto
non considerata rilevante
per la caratterizzazione
del prodotto
Viscosità:Ca. 4800 cPS
Proprietà esplosive:non esplosivodato riferito all’etanolo
Proprietà comburenti:non ossidantedato riferito all’etanolo

9.2. Altre informazioni

Non disponibili


SEZIONE 10: stabilità e reattività

10.1. Reattività
Non vi sono particolari pericoli di reattività con altre sostanze nelle normali condizioni di impiego e stoccaggio.

10.2. Stabilità chimica
Stabile in condizioni normali

10.3. Possibilità di reazioni pericolose
I vapori possono formare miscele esplosive con l’aria.

10.4. Condizioni da evitare

Non esporre a luce solare diretta, a fonti di calore e a elevate temperature. Tenere lontano da materiali comburenti.
10.5. Materiali incompatibili

Evitare il contatto con forti agenti ossidanti e riducenti, acidi e basi forti.
10.6. Prodotti di decomposizione pericolosi

In caso di decomposizione termica, possono liberarsi ossidi di carbonio.


SEZIONE 11: informazioni tossicologiche

11.1. Informazioni sugli effetti tossicologici Informazioni tossicologiche riguardanti il prodotto:

Non disponibile

Informazioni tossicologiche riguardanti le principali sostanze presenti nel prodotto:

a) tossicità acuta;
Etanolo: Ratto DL50 (orale): >5000 mg/kg;
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono soddisfatti.

b) corrosione/irritazione cutanea;
Etanolo: Test in vivo (coniglio) non irritante
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono soddisfatti.

c) lesioni oculari gravi/irritazioni oculari gravi;
Etanolo: Test in vivo (coniglio) moderatamente irritante
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti la miscela provoca grave irritazione oculare

d) sensibilizzazione respiratoria o cutanea; e) mutagenicità delle cellule germinali;

Etanolo: Test in vivo e in vitro non mutageno
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono soddisfatti.

f) cancerogenicità;
Etanolo: Test in vivo non cancerogeno
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono

soddisfatti
g) tossicità per la riproduzione;

Etanolo: Test in vivo non reprotossico
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono

soddisfatti
h) tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) — esposizione singola;

Etanolo: non classificato
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono soddisfatti

i) tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) — esposizione ripetuta;
Etanolo: Test in vivo nessuna STOT per esposizone ripetuta
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono

soddisfatti
j) pericolo in caso di aspirazione.

Etanolo: non classificato
Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono

Soddisfatti


SEZIONE 12: informazioni ecologiche
12.1. Tossicità

EtanoloPesci(salmo gairdneri)LC50 = 13 g/l (96 ore)
(pimephales promelas)LC50 = 13.5 – 15.3 g/l (96 ore)
Invertebrati(daphnia magna)EC50 = 12.3 g/l (48 ore)
(ceriodaphnia dubia)NOEC = 9.6 mg/l (riproduzione, 10 giorni)
(palaemonetes pugio)NOEC = 79 mg/l (sviluppo, 10 giorni)
(artemia salina)EC50 > 10 g/l (24 ore)
(artemia salina nauplii)EC50 = 857 mg/l (48 ore)
Alghe(chlorella vulgaris)EC50 = 275 mg/l (72 ore)
(selenastrum capricornutum)EC50 = 12.9 g/l (72 ore)
(chlamydomonas eugametos)EC50 = 18 g/l (48 ore)
(chlamydomonas eugametos)NOEC = 7.9 g/l

Sulla base dei dati disponibili per le sostanze costituenti i criteri di classificazione non sono soddisfatti

12.2. Persistenza e degradabilità

Etanolo prontamente biodegradabile

12.3. Potenziale di bioaccumulo

Etanolo non bioaccumulabile

12.4. Mobilità nel suolo

Etanolo alta mobilità nel suolo

12.5. Risultati della valutazione PBT e vPvB

Sostanze vPvB: Nessuna – Sostanze PBT: Nessuna

12.6. Altri effetti avversi

Come composto organico volatile in atmosfera, etanolo contribuisce potenzialmente alla formazione dell`ozono troposferico in alcune condizioni, tuttavia il suo potenziale di creazione dell`ozono fotochimico è considerato da moderato a basso (OECD, 2004).


SEZIONE 13: considerazioni sullo smaltimento

13.1.Metodi di trattamento dei rifiuti
Prodotto:Recuperare il prodotto, se fattibile. Non scaricare i residui nelle fognature. Smaltire in accordo alle disposizioni locali e nazionali. Il codice CER deve essere concordato con un’azienda autorizzata alla gestione dei rifiuti a cui affidare lo smaltimento, nel rispetto della legislazione vigente.
Imballaggio: I recipienti vuoti possono contenere residui pericolosi e devono essere bonificati secondo metodi adeguati e poi riutilizzati o smaltiti a seconda dei casi, nel rispetto della legislazione vigente.


SEZIONE 14: informazioni sul trasporto

Merce pericolosa ai sensi delle norme sul trasporto.

14.1. Numero ONU

ADR/RID: 1170

IMDG Code:1170

IATA: 1170

14.2. Nome di spedizione dell’ONU

ADR/RID: Etanolo, miscela

IMDG Code:Ethanol, mixture

IATA: Ethanol, mixture
14.3. Classi di pericolo connesso al trasporto

N.AADR/RID:3

IMDG Code: 3

IATA: 3.

14.4. Gruppo di imballaggio

N.A. ADR/RID:II

IMDG Code: II

IATA: II 14.5. Pericoli per l’ambiente

Il prodotto non è pericoloso per l’ambiente e non è un inquinante marino.

14.6. Precauzioni speciali per gli utilizzatori

ADR/RID: N° Kemler: 33
Codice di restrizione in galleria: (D/E)

IMDG Code:EMS: F-E, S-D
IATA: –

14.7. Trasporto di rinfuse secondo l’allegato II di MARPOL ed il codice IBC

N.A.


SEZIONE 15: informazioni sulla regolamentazione

15.1. Disposizioni legislative e regolamentari su salute, sicurezza e ambiente specifiche per la sostanza o la miscela

D.Lgs. 9/4/2008 n. 81
D.M. Lavoro 26/02/2004 (Limiti di esposizione professionali) Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH)
Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP)
Regolamento (CE) n. 790/2009 (ATP 1 CLP) e (UE) n. 758/2013

Regolamento (UE) n. 453/2010 (Allegato II)
Regolamento (UE) n. 286/2011 (ATP 2 CLP)
Regolamento (UE) n. 618/2012 (ATP 3 CLP)
Regolamento (UE) n. 487/2013 (ATP 4 CLP)
Regolamento (UE) n. 944/2013 (ATP 5 CLP)
Regolamento (UE) n. 605/2014 (ATP 6 CLP)
Regolamento (UE) n. 2015/1221 (ATP 7 CLP)
Regolamento (UE) n. 2016/918 (ATP 8 CLP)
Regolamento (UE) n. 2016/1179 (ATP 9 CLP)
Regolamento (UE) n. 2017/776 (ATP 10 CLP)
Regolamento (UE) n. 2018/669 (ATP 11 CLP)
Regolamento (UE) n. 2019/521 (ATP 12 CLP)

Regolamento (CE) n. 528/2012 (BPR):
Etanolo: sostanza attiva in valutazione per la tipologia di prodotto 1, 2 e 4.

Restrizioni relative al prodotto o alle sostanze contenute in base all’Allegato XVII del Regolamento (CE) 1907/2006 (REACH) e successivi adeguamenti:

Prodotto: voce n. 3
Ove applicabili, si faccia riferimento alle seguenti normative:

Circolari ministeriali 46 e 61 (Ammine aromatiche). Direttiva 2012/18/EU (Seveso III)
Regolamento 648/2004/CE (Detergenti).
D.L. 3/4/2006 n. 152 Norme in materia ambientale Dir. 2004/42/CE (Direttiva COV)

Disposizioni relative alla direttiva EU 2012/18 (Seveso III): Categoria Seveso III in accordo all’Allegato 1, parte 1

Liquido infiammabile

15.2. Valutazione della sicurezza chimica
Non è stata effettuata una valutazione della sicurezza chimica per la miscela


SEZIONE 16: altre informazioni

Testo delle frasi utilizzate nel paragrafo 3:
H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili.

H319 Provoca grave irritazione oculare.

Classe e categoria di pericoloCodiceDescrizione
Flam. Liq. 22.6/2Liquido infiammabile, Categoria 2
Eye Irrit. 23.3/2Irritazione oculare, Categoria 2

Classificazione e procedura utilizzata per derivarla a norma del regolamento (CE)1272/2008 [CLP] in relazione alle miscele:

Classificazione a norma del regolamento (CE) n.
1272/2008
Procedura di classificazione
Flam. Liq. 2, H225Giudizio dell’esperto
Eye Irrit. 2, H319Metodo di calcolo

Questo documento e’ stato redatto da un tecnico competente in materia di SDS e che ha ricevuto formazione adeguata.
Principali fonti bibliografiche:

ECDIN – Environmental Chemicals Data and Information Network – Joint Research Centre, Commission of the European Communities
SAX’s DANGEROUS PROPERTIES OF INDUSTRIAL MATERIALS – Eight Edition – Van Nostrand Reinold
CCNL – Allegato 1
Istituto Superiore di Sanità – Inventario Nazionale Sostanze Chimiche
HSDB (2015) Hazardous Substances Data Bank. Bethesda, MD: National Library of Medicine File on-line http://toxnet.nlm.nih.gov/

Le informazioni ivi contenute si basano sulle nostre conoscenze alla data sopra riportata. Sono riferite unicamente al prodotto indicato e non costituiscono garanzia di particolari qualità.
L’utilizzatore è tenuto ad assicurarsi della idoneità e completezza di tali informazioni in relazione all’utilizzo specifico che ne deve fare.

ACGIH:conferenza americana degli igienisti industriali governativi
ADR:Accordo europeo relativo al trasporto internazionale stradale di merci pericolose.
CAS:Chemical Abstracts Service (divisione della American Chemical Society).
CLP:Classificazione, Etichettatura, Imballaggio.
DNEL:Livello derivato senza effetto.
EC50:concentrazione di effetto per il 50% degli organismi.
HSDB
IATA:Associazione per il trasporto aereo internazionale.
ICAO:Organizzazione internazionale per l’aviazione civile.
IMDG:Codice marittimo internazionale per le merci pericolose.
LC50:Concentrazione letale per il 50 per cento della popolazione di test.
LD50:Dose letale per il 50 per cento della popolazione di test.
NOECconcentrazione senza effetti osservabili
PNEC:Concentrazione prevista senza effetto.
RID:Regolamento riguardante il trasporto internazionale di merci pericolose per via ferroviaria.
STEL:Limite d’esposizione a corto termine.
STOT:Tossicità organo-specifica.
TWA:Media ponderata nel tempo